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Il mio primo Vinitaly.

da Stela Gutuleac

       “Vino il patrimonio culturale italiano”  

Dal 14 al 17 aprile 2024 Verona si è tenuto il Vinitaly il Salone Internazionale del Vino e dei Distillati. Questa 56° edizione ha avuto7 mila presenze, fra cui operatori provenienti da 140 paesi esteri come buyer, invitati e ospiti, il tutto organizzato da Veronafiera in collaborazione con l’Agenzia Ice. Dopo queste informazioni fornite dall’ufficio stampa aggiungerei che in questa occasione si è avuta la possibilità di scoprire tantissimi produttori italiani sia di vino sia di distillati che, altrimenti, a causa della lontananza geografica, non si sarebbero mai incontrati. Sono state presentate anche delle novità che possono aiutare il consumatore a scegliere con maggiore consapevolezza cosa consumare, preferire e dove acquistare. Gli assaggi dei prodotti delle aziende vinicole internazionali è sono sempre una scoperta e possono rappresentare, perché no, anche un confronto con le realtà che già conosciamo.     

Perché partecipar?

 È stato importantissimo partecipare alle masterclass di approfondimento e dibattiti culturali, degustazioni e tante altre novità divulgate non solo dalla stampa, radio e TV ma anche dai Winelovers appassionati.

Vinitaly è una fiera importante perché grande, ben curata e organizzata nonché molto ricca di eventi. Purtroppo ho avuto la possibilità di godermela solo per 1 giorno, ma è stato davvero troppo poco perché avrei voluto rimanerci di più per conoscere un numero maggiore di aziende vinicole e le loro realtà. Ma ho apprezzato tutto il tempo che ho trascorso perché ho conosciuto comunque aziende che hanno come obiettivo la qualità e non la quantità del vino, e che desiderano creare una comunicazione semplice per il consumatore e valorizzare il vitigno insieme al territorio di provenienza.

SI o NO al Vinitaly?

Ho sentito tanti criticare questo evento, io personalmente l’ho apprezzato molto perché non solo conosci aziende vinicole lontane dalla tua regione e forse irraggiungibili al momento, ma anche la loro storia sia personale che del territorio; qui si scoprono le novità sull’enologia italiana e internazionale, e si viene in contatto con le ultime etichette vinicole premiate dal Gambero Rosso. Qui si crea una sinergia meravigliosa con il produttore e la sua realtà.

 Si possono apprezzare i piccoli produttori che valorizzano e puntano sulla qualità dei vitigni, e soprattutto si riesce ad avere il polso della situazione sul trend commerciale e su come va il mercato del vino non solo a livello nazionale ma anche internazionale.

Cosa ho scoperto di nuovo?

In poco tempo ho scoperto delle piccole cantine che ho apprezzato molto; ho a una masterclass che si è trasformata in un autentico viaggio di degustazione, in anteprima, delle 12 Pievi di Vino Nobile Montepulciano, vitigno sangiovese che esprime 12 caratteristiche diverse raccontando anche il territorio e la tradizione ma soprattutto il futuro (racconto che troverete in un altro articolo).

Conclusione 

La mia speranza è di poter avere ancora l’occasione di partecipare ad altre edizione di Vinitaly, e vi consiglio di fare altrettanto raccomandandovi di assaggiare con prudenza per apprezzare questo evento con la dovuta attenzione perché dietro un calice di vino c’è un mondo da scoprire.

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